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CORRISPONDENZA CON
AVV. SANTARCANGELO
Fax del 10 maggio 2010 da
Caro
avvocato,
Ho letto il
fax che le ha inviato l’avv. Bonotto in data 7 maggio 2010. vedi allegato : corrispondenza/fax_bonotto_07052010
Anzi tutto
desidero respingere alcune insinuazioni fatte dall’avv. Bonotto e cioè che:
-
noi
non abbiamo proposto alcuna compensazione;
-
non
pensiamo nemmeno ad una rateizzazione.
Come ho più
volte affermato, il decreto ingiuntivo e tutti gli atti successivi sono
totalmente illegittimi in quanto sono in netto ed inequivocabile contrasto con quanto sancito nella Sentenza
di Cassazione, che ha definito come totalmente estranea la Andreon s.r.l.
(nulla rileva il fatto che Andreon Francesco nel 1991 abbia conferito la sua
attività, più precisamente molti dei suoi beni singolarmente valutati da un
perito ma non tutti, e quindi non la controversia con Essedi, nella s.r.l.); la
sentenza della Cassazione è del 2008 e la legge dispone espressamente che gli
atti successivi devono seguire le sue indicazioni, e basta!
A parte la
lapalissiana carenza di legittimazione attiva da parte della s.r.l., a parte
che la legge è molto precisa nel definire che le sentenze non revisionate
rimangono valide anche in caso di estinzione del processo (nel nostro caso, ma
la cosa è addirittura superflua, la sentenza è passata in giudicato, dato il
grande tempo trascorso), è lo stesso giudice Luca Deli che fornisce la prova
del nove, ove per giustificare il suo illegittimo provvedimento parte dalla
considerazione che la sentenza di primo grado è stata revisionata.
Poiché,
invece, nessuna corte superiore ha mai preso in considerazione detta sentenza
(l’unica cosa che la Corte di Appello ha respinto è stata la istanza firmata da
Andreon, non la sentenza firmata dal giudice Sartorio) la conseguenza è ovvia.
Va detto
che, quanto meno le istanze della controparte sono a mio avviso di carattere
doloso, in quanto vi è la piena consapevolezza della mancanza di ogni
legittimazione della s.r.l. ad intervenire nella causa, in quanto non poteva
ignorare di essere stata essa stessa a definire come unica parte in causa il
Sig. Andreon Francesco nel suo ricorso alla Suprema Corte. A forza di sostenere
per la ennesima volta il contrario di quanto sostenuto in precedenza, questa
controparte sembra essersi per la ennesima volta annegata nel suo mare. Tanto
più che è molto preciso anche il movente
di tale dolo, individuato nella pessima situazione finanziaria della s.r.l.
costantemente coltivata dai suoi amministratori sino dalla sua fondazione (nel
1991!). Ovvio che, una volta riscosso il malloppo, non lo potremmo mai più
recuperare anche in caso di future sentenze favorevoli.
Di
conseguenza, dobbiamo pretendere il
pieno risarcimento di tutte le spese ed i danni materiali e morali delle
iniziative di questa controparte e valutare anche la opportunità di una querela
a fronte dei numerosi reati che a mio avviso sono stati commessi a danno mio
personale e della sas, in questi 20 anni di causa!
Cordiali
saluti!
Email del 13 maggio 2010 da Marco
Santarcangelo a
Da: marcosantarcangelo@libero.it
Inviato: giovedì 13 maggio 2010 16.47
A: sandro@essedistudio.com
Oggetto: R: Andreon/
Stavo per scriverLe quando
ho visto la Sua mail di oggi...
Mi auguro nnanzi tutto che
il telegramma che ha inviato oggi non sia foriero di altri guai in ordine al
rilevato "dolo" ed "attività estorsiva" di cui fa menzione
nel telegramma medesimo...
Io Le stavo scrivendo in
relazione al fax che mi ha mandato l'altro ieri in quanto lo stesso, pur
ribadendo la Sua posizione in ordine alla questione oggetto di causa, nulla
dice in ordine alle questioni legate alla comunicazione dell'Avv. Bonotto che
Le avevo girato via fax.
In sostanza avrei
bisogno che Lei mi confermasse per iscritto quanto ci siamo già detti a voce in
ordine a:
- Pagamento spontaneo
di quanto riportato nei conteggi oppure rifiuto di pagamento spontaneo;
- Consenso e rifiuto alla
cancellazione del pignoramento a carico quote societarie Andreon Francesco.
Scusi l'insistenza, ma Lei
capisce che da questa comunicazione dipende l'inizio di altri due procedimenti
(uno esecutivo e l'altro per l'eliminazione del pignoramento) con ogni
conseguente lievitazione delle spese successive a Suo carico. Per tale motivo
desidero che Lei ne sia consapevole e decida nella piena consapevolezza dandomene
attestazione.
Cordiali saluti
avv.
Marco Santarcangelo
----Messaggio
originale----
Da: sandro@essedistudio.com
Data: 04/05/2010 11.18
A: "santarcangelo"<marcosantarcangelo@libero.it>
Ogg: Andreon/
Riguardo la causa di Treviso, mi
dimenticavo di ricordare per telefono che il precetto è illegittimo non solo
perché manca la preventiva escussione del debitore principale ma anche perché
la decisione del giudice è “ultra petitum” in quanto lo stesso Bonotto ha
chiaramente indicato (e quindi richiesto) che doveva essere escussa prima la
società e soltanto in caso di mancato adempimento rivolgersi alla persona
fisica obbligata solidalmente.
Guardavo inoltre la opposizione che
Lei ha fatto al decreto ingiuntivo: c’è scritto chiaro che rispondeva al
decreto la società in persona di
Infine, c’è ancora una volta la
questione della Sentenza di Cassazione che ha riguardato questo specifico caso,
ove in tema di rappresentanza di società è scritto chiaro e tondo che “è
evidente che chi firma a nome di una società lo fa anche a proprio nome e nel
proprio interesse”.
E ciò vale per una società a
responsabilità limitata, tanto più deve valere per una sas che si identifica
totalmente con l’unico socio accomandatario!
E quindi, torna sempre ad affiorare
il punto principe. In base all’articolo 393 le indicazioni della Cassazione
(ivi compresa anche che: la sostanza deve prevalere sulla forma, e
questo è un ulteriore punto) devono essere osservate anche negli atti
successivi!
Di elementi per mettere la giudice
di fronte alle sue responsabilità non ne mancano. Se poi l’esito non sarà
quello legittimo, non sarà certo colpa Sua o mia. L’essenziale è che certe
cose vengano dette e solo quelle, in modo da non fornire l’occasione per sviare
il discorso.
Le confermo quindi quanto già detto
a voce: cerchiamo di tagliare corto quanto più possibile con questo filone
giudiziario, in quanto guadagnare tempo non ci serve.
Cordiali saluti
Email del 13 maggio 2010 da Marco
Santarcangelo a
Da: marcosantarcangelo@libero.it
Inviato: giovedì 13 maggio 2010 16.51
A: sandro@essedistudio.com
Oggetto: R: udienza odierna
Dimenticavo due cose
importanti:
In previsione della
prossima memoria in cui dovrò comunque per scrupolo riprendere alcune
vecchissime istanze istruttorie (prove testimoniali ecc...) ci sarà da indicare
i testi e capire se hanno ancora residenza nei vecchi indirizzi.
Altresì,
in relazione alla prescruzione che la controparte invoca, a prescindere da
tutte le altre eccezioni già svolte, mi chiedevo se nel periodo 1990 - 2000 per
caso Lei avesse mandato raccomandate o fax direttamente all'Andreon
relativamente al pagamento del Suo credito o comunque in merito alla causa.
Sarebbe utile..
----Messaggio
originale----
Da: sandro@essedistudio.com
Data: 05/05/2010 14.09
A: "santarcangelo"<marcosantarcangelo@libero.it>
Ogg: udienza odierna
Potrebbe x cortesia inviarmi l’atto
o gli atti relativi alla udienza odierna, al fine di completare la mia ormai
vasta “collezione”?
Cordiali saluti
Email del 14 maggio 2010 da
Montebelluna,
14 maggio 2010
Caro
Avvocato
Aderisco
alla Sua richiesta di rispondere per iscritto, mediante questa legal mail.
Il mio
ultimo fax, del 10 maggio, mi sembrava alquanto chiaro, comunque rispondo in
maniera specifica ai suoi due quesiti:
1) rifiuto il pagamento spontaneo alla
Andreon s.r.l., perché assolutamente estranea al processo
2) rifiuto il mio consenso alla
cancellazione del pignoramento delle quote societarie di Andreon Francesco
perché esigo il pagamento delle ulteriori spettanze previste dalla Corte di
Palmanova e confido di ottenere in futuro la rifusione delle spese nonché degli
enormi danni morali e materiali che ho subito, spese e danni che saranno di
pertinenza di Andreon Francesco, sempre per il solito motivo, di cui al punto 1
(è comunque lui che firma nel suo interesse anche se, illegittimamente, a nome
della srl).
La
ringrazio per la Sua preoccupazione circa le spese che saranno poste a mio
carico, ma, come Lei ben sa, la ben nota,
artificialmente disastrosa situazione finanziaria della Andreon s.r.l.
non consente alternative, essendo evidente (ma Lei stesso ha concordato con me
su questo, quando ne abbiamo parlato) che nessuna futura sentenza a me
favorevole potrebbe farmi ottenere la restituzione del maltolto!
La
ringrazio anche per la Sua preoccupazione riguardo agli ulteriori, possibili
guai e Le pongo un quesito:
-
premesso
che le varie comunicazioni telefoniche che ho scambiato con gli Andreon hanno
messo in luce che Francesco, che è l’unica reale controparte (nonostante la pretesa,
non solo di Bonotto ma anche Sua, che la sentenza della Cassazione possa essere
tranquillamente disobbedita) non è affatto al corrente di come si è svolta la
vicenda giudiziaria (anzi, quel poco che conosce, riflette le strampalate tesi
del Bonotto, una delle quali, quanto meno, è stata da Lei stessa definita un
falso (mi riferisco alla falsa rappresentazione dell’accordo fra Avvocati, ben
documentata dai fax scambiati);
-
premesso quindi che sarebbe di una gravità
incredibile per qualcuno se Francesco fosse portato a testimoniare ciò che ha
riferito a me, da cui sembrerebbe derivare che quello stesso ottiene il suo
assenso alla prosecuzione della causa fornendo anche all’unico reale
interessato, delle versioni menzognere; è evidente che Francesco si è prodigato
per farmi parlare con la moglie, nella speranza di giungere ad un accordo e
poter essere lui stesso liberato da questa brutta storia di cui, nonostante sia
male informato, avverte la sensazione di spreco per le parti in causa; una
delle altre cose che ha ammesso, che mi sembra di una gravità ancora maggiore,
è di non aver mai saputo che gli avevo mandato delle raccomandate (da me
redatte con tono alquanto conciliante nella speranza di comporre la vicenda)
nel 2005!
-
vorrei
sapere come qualificherebbe, se non con il dolo, quanto sopra descritto a cui
va aggiunto:
a) l’avv. Bonotto è ricorso in
Cassazione sostenendo che l’unica parte in causa è Andreon Francesco
b) La Cassazione ha non solo accolto
tale tesi ma esplicitamente e
chiaramente sancito che la Andreon s.r.l. è totalmente estranea alla vicenda
giudiziaria;
c) Solo nel nostro sventurato (ma solo
in questa triste epoca, non sempre è stato così) Paese si può immaginare che
tale Andreon s.r.l. ardisca pretendere qualcosa, per giunta traendo illecitamente
(come il solito, da come emerge in tutti questi 20 anni) spunto da quella
stessa sentenza, che in realtà sostiene cose ben diverse da quelle invocate;
d) Il giudice Libero Mazza ha concesso
a quella stessa scatola vuota che è la Andreon srl un decreto ingiuntivo senza
nemmeno interpellarci (a parte la totale insussistenza nel merito)
e) Il giudice Luca Deli accorda la provvisoria esecuzione a
carico di
f)
Il
giudice Luca Deli accorda poco dopo (poco dopo, e non poco prima, ha molto
significato, stante la questione della preventiva escussione) anche la
provvisoria esecuzione a carico della essedi sas; ho presenziato a quella
udienza, che Lei mi aveva descritto come fosse di scarso interesse, al solo
fine di poter sostenere, come ho fatto, che il decreto ingiuntivo era
illegittimo, in quanto a favore della srl , esplicitamente esclusa nella
sentenza di cassazione; ho notato che il Giudice Deli è rimasto scosso da tale
mia affermazione e ne ho dedotto che fosse alquanto cruciale rispetto alla
causa; di conseguenza appare estremamente incongruo che Ella abbia sempre
evitato tale riferimento alla sentenza di cassazione, nonostante siano circa
una quindicina le volte (tra mail, telefonate e di presenza) che Le ho
insistentemente raccomandato di farlo; non mi dica che non era chiaro: in una
delle telefonate, dato che insistevo per avere conferme che Lei avesse ben
capito cosa intendevo, ha sottolineato la necessità che venisse rappresentato
quel punto, per “togliere la foglia di fico” dietro cui si nascondono i
provvedimenti giudiziari di questi giudici! A quanto pare, quando siamo al
telefono, comprende molto bene, quando deve tradurre in atti giudiziari, non
appare più coerente con i suoi buoni propositi;
g) Alla fine di tale udienza l’avv.
Azzari, che stava compilando il verbale di concerto con l’avv. Bonotto, mi ha
chiesto le generalità per inserirle nel verbale stesso: non avevo dubbi che
inserisse quelle poche, significative parole che avevo detto (altrimenti, cosa
sarei andato a fare?); invece, ho saputo poi che non è andata così: ha scritto
nel verbale solo ciò che Lei gli aveva raccomandato;
h) Ad un certo punto, dopo che era
stata fissata al primi di maggio la udienza per la opposizione al Precetto, si
interpone la giudice Sabrina Cicero (cognome fatidico in questa mia vicenda,
come Lei ben ricorderà) con una
decisione di cui, dopo aver visto che non prendeva in minima considerazione le
argomentazioni contenute nel Suo atto di opposizione, non sono nemmeno riuscito
a finire di leggere il testo, tanto era per me noioso;
è proprio grazie a tale intromissione, non richiesta da
nessuno e quindi, ancora una volta, “ultra petitum”, che la Andreon s.r.l.,
prima di anche semplicemente chiedere alla sas se era disposta a pagare, ha
potuto in via preventiva iscrivere ipoteca sulla mia casa di abitazione;
i)
veniamo quindi alla questione della causa di primo grado, che secondo Lei è da
rifare: ne ha fatto cenno, Le assicuro con atteggiamento alquanto ironico,
l’avv. Bonotto nel riferire tale sua singolare strategia al giudice Luca Deli;
al riguardo devo osservare che la questione della prescrizione, se non vado errato,
non è stata nemmeno sollevata dalla controparte, ma invece escogitata dal giudice Luca Deli
(per la ennesima volta, quindi, “ultra petitum”); per estremo scrupolo devo
comunicarle di essere sicuro che non ho mai mandato delle raccomandate alla
controparte ma anche che, ad intervalli sempre inferiori ai 5 anni, ci sono
stati sempre degli atti legali che tenevano viva la attenzione (del resto, pur
nella mia ignoranza in materia di leggi, non vedo come possa entrare la
prescrizione in materia civile, quando c’è una causa in corso: il fatto stesso
che coltivavo la causa dimostra che, ogni giorno, volevo ottenere ciò che mi
spettava);
l) infine, è come il cacio nei maccheroni
quanto ho già riferito circa le false versioni sugli atti di causa, che qualcuno
ha fornito ad Andreon Francesco.
Il quesito,
lei lo avrà capito, è: di tutti quei protagonisti, è possibile pensare che non
ce ne sia uno che ha agito in maniera dolosa?
Caro
Avvocato, penso che anche Lei dovrebbe essere stupefatto di come tutti questi
errori sopra descritti riescano ad ottenere dei risultati così eclatanti, per
giunta a tempo di record, stravincendo persino contro i ben noti ritardi nella
giustizia!
A mio
avviso, tutti questi errori gravi e
concordanti, non solo si sono verificati in coda ad una lunghissima sequenza di
altri errori con le medesime caratteristiche, ma sembrano concordare anche con
il Silenzio Assoluto, da parte Sua, sulla circostanza che loro disattendono in
maniera plateale la precisa ed inequivocabile statuizione della Cassazione (che
obiettivamente è così chiara da non rendere possibile interpretarla al
contrario, come viene invece fatto) ;
Lei stesso ha concordato sul punto,
quando, quanto meno al telefono, mi ha promesso più volte di seguire le
mie raccomandazioni, implicitamente condividendo la congruenza di quanto
dicevo, salvo poi disattendere negli atti concreti! Forse, se avesse fatto
quanto ho tanto insistito che facesse, rimanendo ogni volta deluso nell’essere
invece messo di fronte al fatto compiuto, non avrebbero osato tanto!
Ho deciso
di migrare verso altri lidi e mi sto informando di dove ci siano dei tribunali
ove anche gli errori rientrino in una statistica per me accettabile. Queste
controparti, che non hanno mai cessato
di perseguitarmi nei luoghi di lavoro, sanno perfettamente che la mia attività
può essere svolta via internet, da remoto.
In passato
ho molto apprezzato le Sua lealtà e quindi continuo a nutrire un sentimento di
amicizia nei Suoi confronti. Per quanto riguarda la memoria che mi ha
preannunciato di fare, La invito formalmente ad attenersi scrupolosamente solo
alla linea di difesa che Le ho già tante volte
raccomandato ed ulteriormente ribadito nella presente.
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