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EMAIL
(POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA) DEL 10.11.2010 AL GOT MONICA LOSCHI
Chiedo scusa per rivolgermi direttamente a
Lei, ma la gravità di quanto (ancora oggi,
a decorrere dalla abnorme sparizione dei reperti sotto custodia del
Tribunale, avvenuta nel 1991: reperti indebitamente detenuti dall'avv. Bonotto ) continua ad accadere.
Nel
corso della udienza del 20 settembre 2010, a fronte del mio appello a prendere
atto di fatti eclatanti dimostrati da esauriente documentazione che chiedevo di
consegnare, Lei mi ha dato due consigli di cui ho fatto tesoro:
1)depositare
la documentazione in questione alla Cancelleria (N.B. Ho molto apprezzato che
Ella abbia risposto adeguatamente alla obiezione dell'avv. Bonotto
che sosteneva che non era mio diritto farlo);
2)presentare
nelle forma prevista dalla legge (quindi attraverso il mio legale) un atto
di impugnazione del provvedimento di
convalida del pignoramento che prevedeva di emettere.
Purtroppo i Suoi consigli sono stati uditi anche dalla
controparte.
Premesso
che nei primi di agosto ho eletto domicilio presso la Cancelleria del
pignoramenti mobiliari, dopo la udienza del 20 settembre mi sono recato in
Cancelleria tre volte:
1)una
prima volta qualche giorno prima che
Ella sciogliesse la riserva (e quindi, ovviamente, la mia domanda se vi fossero
novità, ebbe una risposta negativa);
2)una
seconda volta il 14 ottobre; alla solita domanda, il Cancelliere mi rispose che
il pignoramento era stato convalidato; alla mia richiesta di leggere il
dispositivo della sentenza, mi rispose che non era possibile in quanto il
documento si trovava alla agenzia delle entrate, per il pagamento della imposta
di registro;
3)una
terza volta il 5 novembre: quando mi recai allo sportello per prelevare il numeretto per le precedenze nella coda, vidi il
Cancelliere; mi allontanai subito per andare al bar; al mio ritorno vidi che
allo sportello c'era una Signora ed invece il Cancelliere sostava nel
corridoio; successivamente si allontano' verso la
uscita dal corridoio non lo vidi più per tutto il tempo di attesa;
4)quando
venne il mio turno la Signora allo sportello mi confermò che la sentenza non
era ancora tornata dalla agenzia delle entrate ma si offrì di consegnarmi una
copia della documentazione presente nel fascicolo ; accettai di buon grado e
presi in consegna le copie per leggerle a casa;
5)da
tale documentazione, che allego, emerge molto chiaramente che lo studio avverso
è stato avvisato della udienza fissata al 4 ottobre, in data 28 settembre a
mezzo fax ; poco sotto, con una grafia totalmente diversa, anzi una grafia da amanuense che rende difficile
la identificazione dello autore,si legge che in data 29 settembre, alle ore 9 e
30, il sottoscritto sarebbe stato avvisato: nessun accenno in quale circostanza
e con quale mezzo; c'è un timbro del Cancelliere ma nessuna firma, nemmeno
sotto forma di sigla. Aggiungo che la forma troppo abbreviata delle parole
potrebbe anche eventualmente prestare ad equivoci, ad esempio si potrebbe
sostenere che “avv.” significa avvisare e non avvisato.
E'
pacifico che non ho ricevuto alcuna comunicazione e che ho saputo della udienza
che si è svolta il 4 ottobre soltanto il 5 novembre 2010. Attendo di conoscere se qualcuno ardirà
sostenere il contrario!!! Altra anomalia, a mio avviso, è che anche il 14
ottobre, essendo la situazione identica a quella del 5 novembre, mi si sarebbe
potuto consegnare la copia della documentazione, come avvenuto la volta
successiva: invece mi è stato solo risposto che si trovava presso la agenzia
delle entrate.
Inoltre,
essendo difficile ritenere che occorra una intera giornata per fare un fax, è
altrettanto singolare che la persona che ha provveduto ad esso, perfettamente
identificabile grazie alla grafia normale della annotazione, non abbia
provveduto anche ad avvisare me con il medesimo mezzo, tanto più che rispetto
al termine ristretto di 7 giorni che è stato concesso alla mia controparte, un
giorno in meno avrebbe il suo peso (posto che fossi effettivamente avvisato il
29 settembre, cosa invece non avvenuta).
Oggi
ho potuto riferire il tutto al mio legale, il quale avrebbe bisogno di leggere
il testo della decisione che si sostiene essere ancora fuori dalla
disponibilità della Cancelleria, per eventualmente redigere l'atto di cui al
Suo secondo suggerimento.
E'
plausibile che la documentazione che la controparte Le avrà esibito nella
udienza del 4 ottobre appaia legittima ma non lo è in quanto contrasta con la
decisione della Corte di Cassazione che ha individuato nel solo Andreon Fancesco la mia
controparte e non invece nella sua società a responsabilità limitata la cui
situazione finanziaria, perennemente deficitaria sino dalla sua fondazione (nel
1991) appare funzionale a tutelare gli interessi del Sig. Andreon
verso il fisco e verso i creditori.
Società la cui pertinenza è stata esplicitamente esclusa dalla Suprema
Corte, le cui indicazioni devono essere osservate negli atti successivi, come
recita il secondo comma dell'art. 393.
Ma
c'è ben altro: la somma di cui si chiede la restituzione, è stata versata in
relazione all'unica sentenza di merito (emanata nel 2000 e quindi largamente
passata in giudicato) la quale rimane viva e vegeta, ai sensi dell'art. 310, in
quanto non è mai stata oggetto di riforma da parte di una Corte superiore (la
sentenza della Corte di Appello ha soltanto respinto la istanza di Andreon, l'opposto quindi che riformare la sentenza di
merito).
Infine,
dato che la medesima istanza , cioè la restituzione della somma, è stata
rivolta al Tribunale di Palmanova, che la ha
rigettata addebitando le spese (i circa 6000 euro oggetto della compensazione
oggetto del pignoramento in discussione) anzi che essere impugnata presso la
Corte di Appello sia stata invece riproposta con opposti esiti alla Corte di
Conegliano, che è di pari grado, rappresenta la quintessenza di quella
consapevolezza di di impunità e di disprezzo per ogni
regola che sono oggetto di dibattito quotidianamente nel nostro paese e di
attonito stupore nei paesi, civili, che ci circondano.
Se
Ella vuole approfondire la intera vicenda, il 3 agosto ho depositato la
dichiarazione unep (che la riassume) con allegato
cdrom. Il 24 settembre ho depositato parte della documentazione in cartaceo,
insieme con il relativo cdrom contenente il resoconto della intera vicenda, in
entrambi i fascicoli relativi ai due pignoramenti subiti.
Stante
la situazione, non sono certo che tale documentazione sia ancora integra:
eventualmente sono a completa disposizione per fugare ogni dubbio in proposito.
Se
avrà la pazienza di leggere anche la parte che non Le compete direttamente,
potrà realizzare che la costanza , il numero e la gravità degli abusi da me
subiti non dimostrano solamente una giustizia denegata e vilipesa con
insistenza, ma che è la stessa democrazia nel nostro paese ad essere
sopraffatta!
Confido
che vorrà fare quanto in Suo potere per la affermazione della legalità!
Cordiali
saluti
Sandro
Dallavalle
via
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anche allegato : tribunale_tv/udienza041010.pdf