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LEGENDA

 

essedi                                     Essedi studio & associati s.a.s. via Del Solstizio,2 31044 Montebelluna (TV)

Andreon Arredamenti              Andreon arredamenti di Andreon Francesco – ditta individuale

Andreon Arredamenti s.r.l.      Andreon Arredamenti s.r.l.

 

 

PREFAZIONE

 

Il sottoscritto si scusa per le numerose ripetizioni e la forma spesso prolissa che ha ritenuto necessario di adottare:

-       in parte a causa del costante timore di offrire l’occasione per nuove imputazioni, essendo rimasto scottato, nel 2000 da una imputazione ottenuta, non solo isolando una frase scritta, contenuta in una lettera raccomandata, dal suo contesto, ma addirittura distorcendone il significato mediante la artificiale amputazione delle sue parole più significative;

-       in parte a causa della convinzione che emerga una costanza in molte iniziative della controparte, tanto astruse quanto prive di ogni supporto, anzi smentite da ineccepibile documentazione, e nel loro accoglimento, in maniera unidirezionale, da parte di vari organi giudiziari, spesso anche eccedendo la stessa richiesta ( “ultra petitum”, secondo il gergo forense); è purtroppo faticoso ed inelegante, ma necessario,  dover entrare in tutti i dettagli ed in ogni angolo visuale, al fine di escludere ogni possibile, anche apparente giustificazione, degli atti compiuti, la cui tracotanza è frutto di un solido sodalizio la cui natura non sta al sottoscritto qualificare.

 

E’ consigliabile leggere per primo il riassunto della vicenda, più comprensibile in quanto articolato per argomenti, poi la dichiarazione UNEP, che a sua volta fornisce un riassunto abbastanza completo, per poi eventualmente leggere anche gli appunti ed i documenti originali organizzati per ogni specifico episodio.

 

Ulteriore inquietudine proviene dalla ipotesi che sia veritiero quanto si apprende in internet, a proposito del Tribunale di Treviso e di quello di Trento che ha competenza su quello di Treviso  (vedi: osvaldopettene.pdf ).  “Avvocati senza frontiere” riferisce di provvedimenti che, con la apparenza della legalità (in analogia con il mio caso ), avrebbero sottratto la casa (altra analogia) ad una cittadina particolarmente debole, in quanto anziana e sola. Anche gli atti illegittimi a mia carico sono arrivati, sommando insieme illecito ad illecito,  alla iscrizione di ipoteca sulla mia casa di abitazione, nonostante io sia un poco meno anziano, un poco meno solo e forse un poco più grintoso . Qualcuno sostiene che esagero in quanto, consegnando circa 40.000 euro, potrei fermare i provvedimenti esecutivi ed ottenere in seguito la restituzione, visto che esistono tre gradi di giudizio.

 

In realtà è tutto ben calcolato, in quanto la somma verrebbe incassata da una società a responsabilità limitata la cui inconsistenza finanziaria, frutto di una costante, ventennale strategia, esclude in partenza ogni possibilità di futuro recupero. Ma nemmeno i tre gradi di giudizio sono attualmente, e meno lo saranno in futuro, un motivo di speranza in quanto un altro aspetto che mi sembra evidente è che i tanti magistrati onesti e coscienziosi hanno minori possibilità di fare carriera, essendo in alcuni casi sopravanzati da colleghi che,  graditi a certa politica, riescono in qualche modo ad accumulare dei  punteggi .

 

La intera vicenda è una cartina di tornasole. Gli ingredienti della cricca, a mio avviso, ci sono tutti.

 

Sono sempre stato lieto di appartenere a questo paese (non orgoglioso: nonostante le eccezioni, ed i  veri eroi, l’opportunismo, il servilismo e la disonestà sono purtroppo una connotazione culturale troppo diffusa). Ora purtroppo, non lo sono più:  ciò che ci salvava era il disincanto e la intelligenza. Ora invece una sapiente regia ha saputo cogliere i sentimenti nati da tante problematiche reali per alimentare false speranze  e dirottare il consenso accreditando traguardi futuri che, viene subdolamente spiegata come la quintessenza dell’arte politica, per essere raggiunti richiedono alcune rinunce sul piano della democrazia. Meno male che, di recente, un certo disincanto comincia ad affiorare.

 

Il malaffare coinvolge anche partiti della attuale opposizione, ed è vero, come è altrettanto vero che ci sono molte persone per bene fra gli elettori della attuale maggioranza. Ma una differenza sostanziale c’è: in un caso, quando nasce anche solo il fondato sospetto di ruberia, seguono immediatamente le dimissioni, forzate o spontanee non importa, nell’altro caso invece c’è una copertura spesso sfacciata e, solo quando questa non è più sostenibile, allora si spaccia la tardiva dimissione come segno di un grande senso dello stato!

 

Molti sono coloro che, di fronte a questo stato di cose, reagiscono “minacciando” di restituire le schede elettorali. Come se a chi è dedito a “brancar” (in dialetto veneto significa “prendere con forza”, da cui deriva il sostantivo: “brancher”, cioè colui che prende) potesse importare di una cosa del genere. Un voto mancato è un voto indifferente, che non contrasta in alcun modo il malaffare. L’unica difesa invece è quella di votare, scegliendo, volta per volta, quelle forze politiche che magari anche solo provvisoriamente offrono maggiori garanzie di curare la loro pulizia interna! Solo così si contribuisce ad innestare un meccanismo virtuoso.

 

Su internet gira un termine che e’ stato coniato  per qualificare i tanti che si prodigano contro il loro stesso interesse: italioti.  Qualcuno di loro ha cominciato a svegliarsi, sembra! Speriamo che aumentino, prima che sia troppo tardi.

 

La parte penale della mia vicenda, dovrebbe rappresentare un forte motivo di allarme per tutti i cittadini, in quanto è evidente che il grave reato di estorsione che mi è stato affibbiato con certi stratagemmi, cui sono riuscito a sottrarmi lottando con forte determinazione, ma non è detto che molti altri sarebbero riusciti, è da porre evidentemente in relazione alla mia determinazione nel non piegarmi e disturbare conseguentemente qualcuno.

 

La parte  civile, ove, dietro una tale sequenza di atti giudiziari così platealmente illegittimi, numerosi ed unidirezionali si dovrebbe avvertire, a mio avviso, puzza di bruciato, dovrebbe allarmare gli operatori economici e le organizzazioni di categoria che li rappresentano in quanto:

-          impressiona la straordinaria velocità ed efficienza con cui soggetti giuridici totalmente estranei al processo possono perseguire i loro obiettivi di illecito arricchimento a tempo di record  ed il contrasto con le difficoltà e la lentezza che caratterizza invece il recupero di crediti sacrosanti da parte dei nostri imprenditori, e le difficoltà per sovraccarico di lavoro denunciate costantemente dallo stesso presidente del Tribunale; (tale solerzia, guarda caso, trova un altro preciso riscontro nella vicenda penale raccontata dal nostro Gian Antonio Stella) (vedi allegato : stella.pdf);

-          è a mio avviso un segno della profondità con cui è attecchita, anche nella nostra zona, una certa “scuola di pensiero”,  che conferisce vantaggi fuori del comune ad alcuni; non siamo al pizzo, i cui tentativi di insinuarsi nel nostro territorio vengono realmente combattuti con convinzione,  ma, a mio parere, ad una raffinata e maggiormente pericolosa alternativa.

 

Di recente è uscita alla ribalta la cosiddetta P3. Quattro sfigati, sostiene il presunto beneficiario (anzi, beneficiario è evidentemente una parola “vecchia”, da prima repubblica: “utilizzatore finale”, lo ha definito un suo stretto collaboratore). A me sembra che ce ne siano parecchie, di P3: è logico ritenere che soltanto una minima parte del malaffare sia stata scoperta (non solo, evidentemente, perché le statistiche evidenziano che solamente una minima parte dei delitti vengono alla luce, ma anche perché, altrimenti, che senso avrebbe preoccuparsi tanto della “privacy”  e delle intercettazioni?. E’ vero comunque che, nella mia vicenda, i trucchi sono talmente maldestri che nessun baraccone accetterebbe di praticarne di simili. Mi sono chiesto: come è possibile tutto questo? Come è possibile che una influenza così abnorme sia al servizio personaggi che, con i loro continui errori, finiscono per fare delle vere frittate? La storia non si ripete, ma certi meccanismi, evidentemente, fanno parte del gene umano: a me sembra di intravedere, in tale situazione, un accostamento con quanto racconta il nostro Alessandro Manzoni a proposito dello ”innominato”, che fondava il suo potere sulla nomea che, chiunque si fosse rivolto a lui, avrebbe prevalso (e di conseguenza finiva per doversi spendere anche per progetti che non lo appassionavano ed in favore di soggetti che disistimava)!

 

E’ con enorme sollievo che tempo fa’ ho ascoltato su “antenna tre” una dichiarazione del Patriarca di Venezia (oggi arcivescovo di Milano) che, a proposito delle frequenze televisive che si volevano sottrarre “contro la legge” alle emittenti locali, non certo a causa di una occasionale svista, ha affermato di ravvisare in questo un concreto pericolo per la democrazia. La chiesa è stata nel primo dopoguerra l’argine che ha tenuto fuori, democraticamente, il nostro paese dal pericolo comunista (andrebbe ricordato che la connotazione maggiormente deteriore del comunismo era la mancanza di democrazia, per affermare che tale mancanza è altrettanto negativa anche quando il “regime” ha matrice diversa); la precisa presa di posizione di questo altissimo prelato (sono numerosi i Patriarchi che, nello scorso secolo, sono arrivati al soglio pontificio) accende la speranza che la Chiesa, non sottovalutando i sintomi sempre più numerosi, sappia alzare la sua voce per metterci in guardia e difenderci anche rispetto ai tanto concreti quanto subdoli rischi attuali, isolando quelli che, pur dichiarandosi devoti, si spendono per il regime più immorale che sia mai esistito nel nostro paese!  

 

 Il danno maggiore, per la nostra società, che fortunatamente ha ancora, al momento, delle forze di polizia ed un esercito estranei alla mentalità golpista, è il crescente decadimento economico, in quanto gli spazi di libertà e di crescita individuale che sono, insieme alla affermazione del merito, il perno del progresso civile ed economico, si vanno sempre più affievolendo!

 

La Piovra del Nord Est! Che altro nome si può dare a questo sodalizio che sembra influenzi magistrati, avvocati, politici; non solo: larga parte della stessa società civile.

 

 

 

 

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