Torna a indice dei contenuti …
LEGENDA
essedi
Andreon Arredamenti Andreon
arredamenti di Andreon Francesco – ditta individuale
Andreon Arredamenti s.r.l. Andreon
Arredamenti s.r.l.
PREFAZIONE
Il
sottoscritto si scusa per le numerose ripetizioni e la forma spesso prolissa
che ha ritenuto necessario di adottare:
- in parte a causa del costante timore di
offrire l’occasione per nuove imputazioni, essendo rimasto scottato, nel 2000
da una imputazione ottenuta, non solo isolando una frase scritta, contenuta in
una lettera raccomandata, dal suo contesto, ma addirittura distorcendone il
significato mediante la artificiale amputazione delle sue parole più
significative;
- in parte a causa della convinzione che
emerga una costanza in molte iniziative della controparte, tanto astruse quanto
prive di ogni supporto, anzi smentite da ineccepibile documentazione, e nel
loro accoglimento, in maniera unidirezionale, da parte di vari organi
giudiziari, spesso anche eccedendo la stessa richiesta ( “ultra petitum”, secondo il gergo forense); è purtroppo faticoso
ed inelegante, ma necessario, dover
entrare in tutti i dettagli ed in ogni angolo visuale, al fine di escludere
ogni possibile, anche apparente giustificazione, degli atti compiuti, la cui
tracotanza è frutto di un solido sodalizio la cui natura non sta al
sottoscritto qualificare.
E’ consigliabile leggere per primo il riassunto della vicenda, più
comprensibile in quanto articolato per argomenti, poi la dichiarazione UNEP,
che a sua volta fornisce un riassunto abbastanza completo, per poi
eventualmente leggere anche gli appunti ed i documenti originali organizzati
per ogni specifico episodio.
Ulteriore
inquietudine proviene dalla ipotesi che sia veritiero quanto si apprende in
internet, a proposito del Tribunale di Treviso e di quello di Trento che ha
competenza su quello di Treviso (vedi: osvaldopettene.pdf
). “Avvocati senza
frontiere” riferisce di provvedimenti che, con la apparenza della legalità (in
analogia con il mio caso ), avrebbero sottratto la casa (altra analogia) ad una
cittadina particolarmente debole, in quanto anziana e sola. Anche gli atti
illegittimi a mia carico sono arrivati, sommando insieme illecito ad
illecito, alla iscrizione di ipoteca
sulla mia casa di abitazione, nonostante io sia un poco meno anziano, un poco
meno solo e forse un poco più grintoso . Qualcuno sostiene che esagero in
quanto, consegnando circa 40.000 euro, potrei fermare i provvedimenti esecutivi
ed ottenere in seguito la restituzione, visto che esistono tre gradi di
giudizio.
In
realtà è tutto ben calcolato, in quanto la somma verrebbe incassata da una
società a responsabilità limitata la cui inconsistenza finanziaria, frutto di
una costante, ventennale strategia, esclude in partenza ogni possibilità di
futuro recupero. Ma nemmeno i tre gradi di giudizio sono attualmente, e meno lo
saranno in futuro, un motivo di speranza in quanto un altro aspetto che mi
sembra evidente è che i tanti magistrati onesti e coscienziosi hanno minori
possibilità di fare carriera, essendo in alcuni casi sopravanzati da colleghi
che, graditi a certa politica, riescono
in qualche modo ad accumulare dei
punteggi .
La
intera vicenda è una cartina di tornasole. Gli ingredienti della cricca, a mio
avviso, ci sono tutti.
Sono
sempre stato lieto di appartenere a questo paese (non orgoglioso: nonostante le
eccezioni, ed i veri eroi,
l’opportunismo, il servilismo e la disonestà sono purtroppo una connotazione
culturale troppo diffusa). Ora purtroppo, non lo sono più: ciò che ci salvava era il disincanto e la
intelligenza. Ora invece una sapiente regia ha saputo cogliere i sentimenti
nati da tante problematiche reali per alimentare false speranze e dirottare il consenso accreditando
traguardi futuri che, viene subdolamente spiegata come la quintessenza
dell’arte politica, per essere raggiunti richiedono alcune rinunce sul piano
della democrazia. Meno male che, di recente, un certo disincanto comincia ad
affiorare.
Il
malaffare coinvolge anche partiti della attuale opposizione, ed è vero, come è
altrettanto vero che ci sono molte persone per bene fra gli elettori della
attuale maggioranza. Ma una differenza sostanziale c’è: in un caso, quando
nasce anche solo il fondato sospetto di ruberia, seguono immediatamente le
dimissioni, forzate o spontanee non importa, nell’altro caso invece c’è una
copertura spesso sfacciata e, solo quando questa non è più sostenibile, allora
si spaccia la tardiva dimissione come segno di un grande senso dello stato!
Molti
sono coloro che, di fronte a questo stato di cose, reagiscono “minacciando” di
restituire le schede elettorali. Come se a chi è dedito a “brancar”
(in dialetto veneto significa “prendere con forza”, da cui deriva il
sostantivo: “brancher”,
cioè colui che prende) potesse importare di una cosa del genere. Un voto
mancato è un voto indifferente, che non contrasta in alcun modo il malaffare.
L’unica difesa invece è quella di votare, scegliendo, volta per volta, quelle
forze politiche che magari anche solo provvisoriamente offrono maggiori
garanzie di curare la loro pulizia interna! Solo così si contribuisce ad
innestare un meccanismo virtuoso.
Su
internet gira un termine che e’ stato coniato
per qualificare i tanti che si prodigano contro il loro stesso
interesse: italioti. Qualcuno di loro ha
cominciato a svegliarsi, sembra! Speriamo che aumentino, prima che sia troppo
tardi.
La
parte penale della mia vicenda, dovrebbe rappresentare un forte motivo di
allarme per tutti i cittadini, in quanto è evidente che il grave reato di
estorsione che mi è stato affibbiato con certi stratagemmi, cui sono riuscito a
sottrarmi lottando con forte determinazione, ma non è detto che molti altri
sarebbero riusciti, è da porre evidentemente in relazione alla mia
determinazione nel non piegarmi e disturbare conseguentemente qualcuno.
La
parte civile, ove, dietro una tale
sequenza di atti giudiziari così platealmente illegittimi, numerosi ed
unidirezionali si dovrebbe avvertire, a mio avviso, puzza di bruciato, dovrebbe
allarmare gli operatori economici e le organizzazioni di categoria che li
rappresentano in quanto:
-
impressiona
la straordinaria velocità ed efficienza con cui soggetti giuridici totalmente
estranei al processo possono perseguire i loro obiettivi di illecito
arricchimento a tempo di record ed il
contrasto con le difficoltà e la lentezza che caratterizza invece il recupero
di crediti sacrosanti da parte dei nostri imprenditori, e le difficoltà per
sovraccarico di lavoro denunciate costantemente dallo stesso presidente del
Tribunale; (tale solerzia, guarda caso, trova un altro preciso riscontro nella
vicenda penale raccontata dal nostro Gian Antonio Stella) (vedi allegato : stella.pdf);
-
è
a mio avviso un segno della profondità con cui è attecchita, anche nella nostra
zona, una certa “scuola di pensiero”,
che conferisce vantaggi fuori del comune ad alcuni; non siamo al pizzo,
i cui tentativi di insinuarsi nel nostro territorio vengono realmente
combattuti con convinzione, ma, a mio
parere, ad una raffinata e maggiormente pericolosa alternativa.
Di
recente è uscita alla ribalta la cosiddetta P3. Quattro sfigati, sostiene il
presunto beneficiario (anzi, beneficiario è evidentemente una parola “vecchia”,
da prima repubblica: “utilizzatore finale”, lo ha definito un suo stretto
collaboratore). A me sembra che ce ne siano parecchie, di P3: è logico ritenere
che soltanto una minima parte del malaffare sia stata scoperta (non solo,
evidentemente, perché le statistiche evidenziano che solamente una minima parte
dei delitti vengono alla luce, ma anche perché, altrimenti, che senso avrebbe
preoccuparsi tanto della “privacy” e
delle intercettazioni?. E’ vero comunque che, nella mia vicenda, i trucchi sono
talmente maldestri che nessun baraccone accetterebbe di praticarne di simili.
Mi sono chiesto: come è possibile tutto questo? Come è possibile che una
influenza così abnorme sia al servizio personaggi che, con i loro continui
errori, finiscono per fare delle vere frittate? La storia non si ripete, ma
certi meccanismi, evidentemente, fanno parte del gene umano: a me sembra di intravedere,
in tale situazione, un accostamento con quanto racconta il nostro Alessandro
Manzoni a proposito dello ”innominato”, che fondava il suo potere sulla nomea
che, chiunque si fosse rivolto a lui, avrebbe prevalso (e di conseguenza finiva
per doversi spendere anche per progetti che non lo appassionavano ed in favore
di soggetti che disistimava)!
E’
con enorme sollievo che tempo fa’ ho ascoltato su “antenna tre” una
dichiarazione del Patriarca di Venezia (oggi arcivescovo di Milano) che, a
proposito delle frequenze televisive
che si volevano sottrarre “contro la legge” alle emittenti locali, non certo a
causa di una occasionale svista, ha affermato di ravvisare in questo un
concreto pericolo per la democrazia. La chiesa è stata nel primo dopoguerra
l’argine che ha tenuto fuori, democraticamente, il nostro paese dal pericolo
comunista (andrebbe ricordato che la connotazione maggiormente deteriore del
comunismo era la mancanza di democrazia, per affermare che tale mancanza è
altrettanto negativa anche quando il “regime” ha matrice diversa); la precisa
presa di posizione di questo altissimo prelato (sono numerosi i Patriarchi che,
nello scorso secolo, sono arrivati al soglio pontificio) accende la speranza
che la Chiesa, non sottovalutando i sintomi sempre più numerosi, sappia alzare
la sua voce per metterci in guardia e difenderci anche rispetto ai tanto
concreti quanto subdoli rischi attuali, isolando quelli che, pur dichiarandosi
devoti, si spendono per il regime più immorale che sia mai esistito nel nostro
paese!
Il danno maggiore, per la nostra società, che
fortunatamente ha ancora, al momento, delle forze di polizia ed un esercito
estranei alla mentalità golpista, è il crescente decadimento economico, in
quanto gli spazi di libertà e di crescita individuale che sono, insieme alla
affermazione del merito, il perno del progresso civile ed economico, si vanno
sempre più affievolendo!
La
Piovra del Nord Est! Che altro nome si può dare a questo sodalizio che sembra
influenzi magistrati, avvocati, politici; non solo: larga parte della stessa
società civile.
Torna a indice dei contenuti …