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PROCURA  DELLA REPUBBLICA DI TRENTO – 30/09/2012

 

 

Le mie vicissitudini giudiziarie, culminate nel dibattimento del 17 luglio 2000 nel processo penale da me subito (ma poi riformato positivamente in Appello), il cui stile di tipo sovietico è riscontrabile nella relazione stenografica contenuta nel sito: www.essedistudio.com/piovra, il cui link avevo già fornito a codesta Procura, hanno coinciso con la mia risposta alla lettera del procuratore di Treviso Gianfranco Candiani, nella quale pur con il massimo rispetto ribadivo la mia richiesta che venisse fatta piena luce su un grave episodio di illecita detenzione da parte dell'avvocato di controparte di reperti sigillati la cui custodia era stata ordinata dal giudicante “nel contraddittorio delle parti”  e che erano stati restituiti, dopo alcuni giorni dalla intimazione di restituzione immediata, privi di sigilli.

 

Non fosse altro che per motivi scaramantici, mi auguro che la presente non preluda ad analoghe disavventure di carattere penale.

 

Lei accenna agli indizi, Sig. Procuratore, ebbene ne fornisco uno inedito ed assai intrigante: al Casellario di Treviso risulta archiviato un esposto, il n. 1290/11 con la seguente annotazione:

“trasmesso per competenza alla Procura di Trento”.  A quanto mi riferiva l'ufficio Casellario di codesta Procura, non risulta traccia di tale esposto, sicuramente contenente quel “supporto probatorio od indiziario” di cui Ella lamenta la assenza.

 

Senza entrare ora nei dettagli, (ma ribadisco la mia disponibilità a  documentare quanto affermo, come e quando codesta Procura vorrà)  sono ben tre le occasioni in cui miei esposti non risultavano pervenuti a destinazione (gli altri due sono stati recuperati in quanto, ammaestrato dalla esperienza di una ultra ventennale persecuzione giudiziaria, sono andato a controllare).

 

Purtroppo sono da decenni oggetto delle attenzioni di una “cricca”  che, in quanto tale, opera dietro le quinte. Grazie principalmente alla prosopopea e disattenzione dello avvocato di controparte, tuttavia, sono decine gli indizi emersi che indicano la esistenza di un sodalizio criminale formato da imprenditori, avvocati e appartenenti alla pubblica amministrazione, magistrati compresi.  Tutti questi indizi e comportamenti unidirezionali e coordinati di vari magistrati sono dispiegati in un ventennio e la loro visione di insieme forma una prova inossidabile della esistenza di tale sodalizio.

 

Anche se esistono sentenze, passate in giudicato, che descrivono ampiamente, ad esempio uno dei falsi orchestrati dallo avvocato di controparte ( la sentenza del tribunale di Palmanova emessa nei primi mesi del 2010) è evidente che non esiste uno specifico documento, sottoscritto dai responsabili, che dichiara la loro colpevolezza.

 

Il dolo  è dimostrato anche dalle dichiarazioni dell'avvocato di controparte, formulate in atti diversi e rivolte a corti diverse, che sono costruite secondo la convenienza contingente e di conseguenza sono opposte ad altre analoghe affermazioni esposte in precedenza. Quanto meno il reato di falso è assai diffuso e comprovato. (N. B. prima di essere redarguito con la osservazione che non tocca a me qualificare i reati, dato di fatto che non metto certo in discussione, dichiaro che le mie espressioni vanno intese come formulate secondo un linguaggio ed una logica elementari: è evidentemente compito di codesta Procura fornire la veste giuridica, ove ravvisi la effettiva consistenza dello indizio o della prova)

 

Invito di conseguenza codesta Procura a leggere (o far leggere anche da personale esecutivo, se non ha tempo, dato che è esauriente e facilmente comprensibile a chiunque, il quadro che emerge) il purtroppo assai dispersivo racconto contenuto nel sito, dopo di che sono pronto a spiegare e documentare tutti i singoli punti che possono rimanere non ben compresi, anche a causa della vastità e della durata della vicenda.

 

Soltanto in questi giorni ho potuto leggere le motivazioni del provvedimento di archiviazione  emanato il 23 maggio 2012 e sottoscritto dal dr. Giuseppe Amato (n-558/12 mod 45) e della archiviazione priva di motivazioni sottoscritta in data 4 febbraio 2010 (120/10 mod 45)dal dr. Stefano Dragone e mi sembra che la considerazione, rivolta al CSM che ha trasmesso gli atti, che poteva nella propria sede disciplinare attivarsi, abbia trovato nelle dimissioni dalla magistratura del Presidente del Tribunale di Treviso, accompagnate da gravi insinuazioni verso il CSM (avvenute nel mese di giugno c.a.., come da allegate notizie riportate dalla stampa (All. 1),  un preciso indizio e conferma che delle gravi anomalie esistevano e sono state evidenziate (ma non sono già , a Suo avviso, tali gratuite insinuazioni date alla stampa dall'ex Presidente un indizio di reato, tanto più che hanno per oggetto una Istituzione, fondamentale per la nostra democrazia, presieduta dal Presidente della Repubblica? Come mai la Procura di Treviso, certamente al corrente, non si è mossa in obbedienza al dettato costituzionale che prevede la obbligatorietà della azione penale?).

 

Del resto, già nel 2010 avevo trovato su internet un articolo, che allego (All.2), che in qualche misura, almeno per quanto riguarda il Presidente del Tribunale di Treviso, sembra  possedere qualche intuizione  profetica.

 

Fermo restando tutto quanto sopra ,  faccio presente che sto procedendo per via civile con le impugnazioni che sono sicuramente consentite, visto che, dopo 22 anni, siamo di nuovo al primo grado di giudizio (e a me questo sembra un altro indizio della capacità della mia controparte nel processo civile di orientare il corso della giustizia) ma rimane il fatto che la vicenda giudiziaria è costellata di tali e tante anomalie e violazioni della legge che solo in ambito penale può essere valutato in pieno il grave danno, morale e materiale,  che io ho subito insieme alla mia famiglia: il sodalizio criminale mi ha sottratto i 20 anni cruciali della mia vita personale e professionale e di conseguenza non trascurerò nulla ed affronterò anche i rischi correlati alla contrapposizione verso appartenenti alla magistratura inquirente, pur di essere risarcito!  La vicenda penale che si è conclusa con il dibattimento del luglio 2000 dimostra come io abbia schivato di un soffio la patria galera in quel processo di stile sovietico, come emerge dalla lettura della relazione stenografica del  dibattimento. E questo, ritengo, solamente per aver ribadito al Procuratore Gianfranco Candiani, che si era disturbato a scrivermi una lettera per una questione di ben poco conto, con il massimo ossequio, che  chiedevo  venisse fatta luce sul grave episodio della sparizione dei reperti, trovati dopo la indebita detenzione di 5 anni, nel possesso dello avvocato Giovanni Bonotto, che seguiva la controparte nel processo civile a nome e per conto dello Studio Nordio, che di improvviso è diventato una potenza assoluta, in coincidenza con l'avvento di una certa forza politica.

 

Mi scuso per la breve digressione, che tuttavia reputo essenziale per inquadrare il contesto.  Si tratta di quella stessa forza politica che ho udito più volte contestare ad alcuni esponenti di forze politiche contrapposte, di essere passati alla politica, dopo aver dato un taglio netto al loro ruolo precedente di magistrati, e non dire nulla invece a proposito del Procuratore aggiunto veneziano, dr. Carlo Nordio, che dopo aver inondato il paese di articoli sulla stampa, unico in quel periodo, di critica accesa verso i suoi colleghi magistrati e di lode sperticata per il nuovo potere politico, è stato da questi incaricato niente meno che di redigere il nuovo codice di procedura penale che, dopo essere stato cestinato senza spiegazioni dal ministro Castelli, che pure era uno dei più fedeli alleati, è tornato a fare il magistrato?

 

Come può qualsiasi cittadino avere fiducia nella equidistanza, di fronte un andirivieni fra la politica al massimo livello e la magistratura inquirente ad un livello elevatissimo? Legame con la politica ancora attuale visto che, sia in occasione della nomina del Ministro Nitto Palma che di quella del ministro Paola Severino era stato il P.M. Nordio proposto dal passato regime politico in prima istanza.

 

Cercherò di esporre alcune notizie di reato che mi sembrano di più pronta intuizione e chiaramente comprensibili anche ai miei concittadini non tecnici del diritto, cui mi riservo di rivolgermi al fine di ottenere un sostegno che è nel loro stesso interesse, se non vorranno correre il rischio di essere in futuro a loro volta presi  ad uno ad uno!

 

1)     la controparte nel processo civile si è rivolta alla Cassazione unicamente per ottenere la riapertura dei termini per ricorrere in appello, in quanto il ricorso precedente era stato respinto a causa della affermazione di ricorrere a nome e per conto della società, contenuta nel mandato;

            dato che il ricorso è stato respinto, il grado di appello non era stato svolto, non essendo         nemmeno iniziato il merito della causa;

            la Suprema Corte ha accolto la tesi asserita da contro parte, che il riferimento alla società era   dovuta ad un mero errore di stampa, anche in quanto il Sostituto Procuratore Aurelio Golia             si era inserito ed aveva avallato tale tesi, nonostante più documenti inoppugnabili           dimostrassero che invece era usuale per gli Andreon dichiarare di agire a nome e per conto         della loro società (in coerenza con  una logica elementare, in base alla quale tutti gli impegni     ed i debiti era loro convenienza attribuirli alla società e le utilità attribuirle invece alle loro      tasche personali);

 

2)     nella sua Sentenza la Suprema Corte ha ribadito espressamente che la legittimità nella causa civile spetta unicamente ad Andreon Francesco ed a nessuna società (accogliendo pertanto in pieno la tesi della controparte su tale punto); (All. 3)

 

3)     nonostante fosse l'unico oggetto della loro richiesta, gli Andreon hanno lasciato scadere i nuovi termini fissati dalla Cassazione per adire un nuovo appello e, di conseguenza, il processo doveva essere definitivamente chiuso, essendo nel momento stesso di superamento di tali termini passata in giudicato la sentenza di primo grado, emessa parecchi anni prima, come espressamente previsto dall'art 310 del c.p.c., ma come risulta assolutamente ovvio a qualsiasi anche incolto cittadino;

 

4)     invece, in circostanze assai singolari e contro le previsioni della legge (che richiede per quel provvedimento dei precisi requisiti, fra i quali la prova scritta), nel mese di agosto 2009 e ad opera del giudice Valerio Mazza, subito prima del suo collocamento a riposo , hanno ottenuto dal Tribunale di Conegliano un decreto ingiuntivo;

5)     altri 5 giudici + il Presidente del tribunale, + i i vari sostituti della Procura di Treviso, cui mi sono ripetutamente appellato, hanno semplicemente ignorato, come inesistente, tutto quanto sopra e quanto segue, nonostante sia stato ogni volta ripetutamente sottolineato, sia dai miei legali che da me nei vari esposti e nel sito, il cui link è stato fornito a tutti quei magistrati :

a) che le statuizioni della suprema corte sono vincolanti anche per gli atti successivi (art 393, secondo comma) e che quindi il nuovo processo a Conegliano, essendo temerariamente stato aperto da una nuova controparte, la s.r.l di proprietà della vera controparte civile (evidentemente in quanto tale s.r.l. è finanziariamente una scatola vuota, utile solo per essere opposta al fisco ed ai creditori, come risulta dalla ultra ventennale storia dei suoi pubblici bilanci), cui mancava la legittimazione attiva, esplicitamente esclusa per qualsiasi società dalla Suprema Corte;

b) la causa, che aveva già superato il terzo grado di giudizio, è tornata al primo grado, avendo la controparte scelto illecitamente di evitare il grado di appello, che era la sua unica via legittima consentita;

c) la sentenza di primo grado era tornata vigente, dopo il respingimento della istanza per il vizio del mandato da parte della Corte di Appello, per esplicita ammissione della controparte in un suo atto rivolto alla Corte di Palmanova, ammissione, di una chiarezza esemplare,  posta innumerevoli volte alla attenzione di tutti questi giudici e che così recita:

il procedimento in grado di appello veniva dichiarato inammissibile e la sentenza di primo grado riacquistava efficacia provvisoriamente esecutiva e veniva nuovamente notificata dalla Essedi Studio e Associati sas unitamente al precetto

           

                        Ovvio che se aveva riacquistato efficacia esecutiva dopo il respingimento della            istanza di Appello, non poteva seguire la caduta della sentenza di Appello, decisa dalla            Cassazione!

                       

6)     gli indizi e le prove di reato nascono dai comportamenti di  numerosi magistrati, tutti appartenenti al Tribunale di Treviso che, non solo hanno con inossidabile determinazione  ignorato i dati di fatto di cui sopra, andando scientemente contro la legge in quanto la statuizione del secondo comma dell'art. 393 c.p.c è stata sottoposta alla loro attenzione in tutte le salse:

a) in quanto costantemente richiamata nei numerosi atti legali da parte dei miei avvocati;

b) ripetuta di presenza, dal sottoscritto durante una udienza di fronte al giudice Luca Deli, dall'avv. Santarcangelo di Bassano di fronte alla giudice Sabrina Cicero (ho cercato di chiedere se per caso fosse parente con il P.M. Giovanni  Cicero, dato che il cognome è assai poco comune nella nostra zona: è uno dei segreti meglio custoditi!);

c) ripetuta dal sottoscritto, via P.E.C. inviate allo indirizzo mail dei magistrati: Luca Deli, Marica Loschi e Elisa Fazzini;

7)     un formidabile contributo al quadro probatorio è dato dallo avvocato di controparte, dr. Giovanni Bonotto, che si è prodotti in artifici, manipolazioni documentali, trucchi e contraddizioni fra tesi sostenute in determinati atti ed altre, opposte, sostenute in altri atti, ma non solo:

a) nella sua conclusionale del processo civile, ignorando che avevo sostituito l'avvocato  a cui credeva di rivolgersi, lo ha espressamente invitato a non fare il mio interesse di cliente!

b) in epoca assai più recente, ha minacciato via fax il mio legale Avv. Santarcangelo di adire all'ordine se non avesse distinto la sua posizione dalla mia (che ero il cliente); in un altro fax ha ripetuto con toni assai perentori l'invito a distinguere la sua posizione dalla mia;

ma anche il dr. Giovanni Schiavon ha indebitamente fatto pressione sulla giudice Elisa Fazzini, qualificando i miei appelli come farneticazioni (All.4)  

8)     dato che tutto questo ho posto alla attenzione sia del giudice Luca Deli ,a cui ho rivolto una serie di quesiti assai gravi, ai quali  non ha ritenuto di rispondere (All. 5) che alle giudici Loschi e Fazzini; è mia convinzione che queste ultime siano delle brave persone e che le loro eventuali omissioni siano assai sofferte e frutto di indebite pressioni (concussioni?);è significativo, fra l'altro, che la Fazzini abbia scritto in sentenza che era compito della Loschi prendere atto della assenza di legittimazione attiva della Andreon s.r.l (mentre questa aveva negato essere la cosa di sua pertinenza., ma quando la medesima questione è divenuta di sua competenza (della giudice Fazzini), ha anche lei omesso di prenderne atto);

9)     oltre a quelle citate, sono molto numerose le altre anomalie descritte nel sito, tutte portate a conoscenza sia dei giudicanti che di vari sostituti della Procura; non è un indizio eclatante la ostinazione nello ignorare i gravi abusi ed i gravi reati commessi ed emanare dei provvedimenti che oggettivamente hanno favorito proprio  la controparte che ne è responsabile, addirittura agendo numerose volte “ultra petitum”?

10)  la vicenda è costellata sia di altri abusi commessi da magistrati e ben documentati (ad esempio, got Di Tullio) che di circostanze che non aiutano il cittadino ad avere fiducia nel Tribunale di Treviso:

a) l'attuale reggente la Procura di Treviso è stato il primo ostacolo che ho incontrato: dopo aver individuato nel giro di pochi giorni l'illecito detentore, successivamente, dopo che questi ha attribuito l'illecito ritiro ad una impiegata dello Studio Nordio nel frattempo defunta, lo ha graziato delle indebita detenzione e restituzione dei reperti senza alcun sigillo (ne ha consegnati due che riunivano il contenuto degli originali tre), con la singolare motivazione che “era passato troppo tempo”, nonostante fossero passati solo alcuni mesi dallo indebito possesso e restituzione,

ebbene, all'epoca tale magistrato era sostituto presso la Pretura, che salvo errore era il primo gradino nella carriera in magistratura: di lì a poco è divenuto reggente della Procura, superando di un solo balzo i numerosi sostituti presso la Procura, sicuramente con maggiore anzianità di servizio e di esperienza;

se non vado errato, gli intervistatori TV lo qualificavano in quel periodo come procuratore aggiunto, ma poi ho saputo che è rimasto sostituto, presumibilmente in quanto qualcuno dei sorpassati ha fatto reclamo;

un episodio assai significativo, particolarmente se posto in relazione alla abnorme archiviazione del gravissimo episodio dei reperti spariti dalla custodia del tribunale, viene riportato dal nostro Gian Antonio Stella, coautore del celeberrimo best seller La Casta (All. 6)

qualora ciò che a ma risulta in buona fede corrispondesse al vero, sarebbe di una gravità immane in quanto indicherebbe una specie di selezione alla rovescia; è ormai noto che la assenza di merito, ed in particolare la selezione alla rovescia delle classi dirigenti, insieme alla corruzione, cui è ovviamente strettamente legata, è uno dei fattori principali del declino del nostro paese, ben oltre la semplice dazione di denaro, pure imponente,come denunciato dalla Corte dei conti!

11)  Alla luce di quanto sopra, è di particolare sconforto il muro di gomma opposto dai sostituti di Treviso Antonio Miggiani ed Antonio De Lorenzi, non solo opposto alle mie denunce di tutto quanto sopra descritto, ma persino alla denuncia di una concussione, di cui esistono forti e concordanti indizi  in occasione dello accertamento fiscale operato nei primi mesi del 2009 presso una importante ditta; non so se quanto ho saputo riguardo allo scopo della concussione (ottenere la mia estromissione, dopo 30 anni di fedele ed efficace collaborazione) potrà essere riscontrato, ma sono tuttavia in grado di dimostrare che in quella occasione gli accertatori hanno regalato parecchi milioni di euro di tasse e sanzioni, gravando in tal modo sulle nostre sudate tasse, nel pieno della crisi!

12)   Non solo, data la delicatezza della mia situazione finanziaria, dopo 20 anni di persecuzione giudiziaria e non solo, pur essendo sino ad ora riuscito a mantenere la totale correttezza osservata in oltre 40 anni di attività professionale, sono tuttavia arrivato a conoscere un paio di informazioni che ritengo assai utili per dare avvio ad una fruttuosa indagine sulla mafia (intendo anche quella tradizionale, non la cricca di cui sono bersaglio) nella nostra zona; ebbene, dopo essermi reso conto che le mie p.e.c. indirizzate al P.M. Antonio De Lorenzi non erano state registrate (analogamente a quanto accaduto negli anni 90 ad opera della segretaria dello attuale reggente), ho ripresentato i due esposti alla dirigente giudiziaria che ha fatto da tramite con la segretaria del P.M e che si è assunta anche l'incarico di riferire la mia disponibilità a fornire gli importanti indizi sulla mafia, cosa che ha fatto immediatamente; dopo alcuni giorni, recatomi per verificare la avvenuta registrazione (con il modello 45, tuttavia) ho ripetuto il messaggio sugli indizi di mafia anche al Cancelliere della Procura dr Infante:

nessuno ha ritenuto opportuno convocarmi.

 

 Penso che quanto sopra sia più che sufficiente a colmare la carenza di indizi da Lei lamentata, ma ripeto che gli elementi sono talmente numerosi che è stato indispensabile pubblicarli sul sito di cui sopra, di cui La prego di leggere almeno i capitoli maggiormente significativi:

                        trama giudiziaria

                        prefazione

                        riassunto vicenda giudiziaria

                        elenco allegati(pressing Bonotto)

                        descrizione della vicenda penale ;

                        la lettura può richiedere alcune ora, ma gli elementi sono talmente evidenti che può essere incaricato di essa un collaboratore generico,  che potrebbe realizzare un riassunto atto a risparmiare del tempo, fermo restando che non ho problemi a collaborare con ogni mezzo, ed anche a venire a Trento, per ogni necessità, compresa quella del deposito della mia firma in luogo della autenticazione di cui viene lamentata la assenza.

                        Rammento che ho sempre comunicato la massima disponibilità a fornire la documentazione ed i chiarimenti ritenuti necessari e pertanto, Sig. Procuratore, mi sembra alquanto strano che Ella abbia ritenuto opportuno archiviare senza dare, presumibilmente, neppure una occhiata al sito, ove tuttavia la documentazione a corredo è facilmente raggiungibile semplicemente cliccando sui link contenuti nei punti opportuni del contesto della narrazione!

 

Data la abnorme dimensione della vicenda, ho deciso di inserirla nel sito nel momento stesso in cui ho cominciato a chiedere aiuto alla società civile, attività che ho sospeso ma che mi riprometto di riprendere, e cioè in data 7/05/2010, in concomitanza con un convegno sull'etica organizzato dal livello regionale di confindustria. Ho intercettato alla uscita i relatori ed ho consegnato loro un biglietto con il link al sito:

a) Emma Marcegaglia, sino a quel momento fra i maggiori sponsor del precedente regime, ha improvvisamente mutato atteggiamento;

b) il cardinale Scola, allora Patriarca di Venezia, fu il primo alto prelato a parlare pubblicamente di regime, in occasione della sottrazione di frequenze di cui era vittima la emittente Antenna 3 (soltanto parecchi mesi dopo le ulteriori vicende indussero le autorità centrali ecclesiastiche a pubblicare un duro giudizio su “certa politica”);

c) il Ministro Tremonti, che successivamente arrivò a “ferri assai corti” con il suo Presidente del Consiglio, riuscì (stranamente ed unico) ad evitare la così detta “macchina del fango”.

 

La Direzione Nazionale Antimafia ha ravvisato degli elementi di reato (anzi proverò a rivolgermi nuovamente ad essa per aggiornarla sulla evoluzione successiva) il Ministro Guardasigilli ha ritenuto di chiedere l'avvio della inchiesta disciplinare da parte del CSM; al momento l'unico risultato sembrano essere le dimissioni del Presidente del Tribunale, che aveva a mio avviso illecitamente interferito presso i miei avvocati (sono purtroppo al quarto, ed è stato assai arduo convincerlo ad assistermi, dopo averne interpellati tanti)  presso una giudicante accusandomi di farneticazioni (allegato farneticazioni.pdf).

 

                        Da tutto ciò traggo la convinzione che il “canovaccio” della mia vicenda sia assai                     chiaro e convincente, anche per soggetti istituzionali comunque privi di ogni potestà                 di indagine! Spero che di conseguenza lo diventi anche per Codesta Procura

                        alla quale ribadisco ulteriormente la massima collaborazione a tal fine!

 

Data la gravità di tutto questo, quale può essere un motivo che possa giustificare il “muro di gomma” opposto dalla procura di Treviso, che pure ritengo sia scontato che abbia ben compreso la mia determinazione di andare a fondo al fine di recuperare dalla controparte nel giudizio (apparentemente) civile i gravi danni materiali e morali subiti? A lume di logica ed a mio avviso, la appartenenza al sodalizio del quale sono nel mirino non consente alcuna deroga o retromarcia: ma non è questo un ulteriore, fortissimo  indizio? Mi sembra prevedibile che i P.M di Treviso siano assai reticenti ad assumere delle iniziative che li mettano in contrapposizione con il loro capo (ma non è questo un ulteriore indice assai significativo, essendo impossibile immaginare altra spiegazione per il “muro di gomma”)?

 

Per concludere,  possiedo dei precisi indizi che fanno ritenere che la conquista della azienda a cui ho fatto sopra cenno non sia altro che un primo esperimento di applicazione di una metodologia uguale o simile per  la attrazione nella propria orbita criminale di altre importanti aziende. Ipotesi di una attività eversiva, quindi, che espone la nostra società al rischio di un asservimento economico senza precedenti. Questo ultimo punto rappresenterebbe una ulteriore aggravante di un disegno che a mio parere emerge comunque  dalla vera e propria “cartina di tornasole” che la mia vicenda rappresenta: la presa di un potere,  non cruento(fino a questo momento, per fortuna)  ma non per questo meno insidioso e devastante, da parte del precedente regime!  Qualcuno ricorda che, credo da una intercettazione, è emerso che il precedente premier aveva dato ordine ad un generale dei carabinieri di querelare qualcuno (Di Pietro, se non vado errato?)

 

Sandro Dallavalle, via del Solstizio,2, 31044 Montebelluna (TV) tel uff. 0423303623,casa 0423609390,fax 0423608266, mail sandro@essedistudio.com

 

 

Elenco allegati:

 

(sito http://www.essedistudio.com/piovra)

 

All. 1 : stampa.dimissionischiavon_oggitreviso_21062012.pdf e stampa_schiavon_lavocedirobinhood.pdf  

All. 2 : osvaldopettene.pdf

All. 3 : cassazione_bonotto.pdf  , sentenza001.pdf e sentenza002.pdf

All. 4 : farneticazioni.pdf

All. 5 : luca_deli_7.pdf

All. 6 : stella.pdf

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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